lunedì 12 novembre 2012

Mi ritorna in mente….

Dato che è due settimane che non riesco ad andare a pesca ,per via della troppa pioggia ed alla mia tenera età è sconsigliabile starci qualche ora sotto,voglio farvi partecipi della giornataccia che mi è capitata l’anno scorso.Era un Venerdi’ non ricordo neanche il mese forse maggio,presi un giorno di ferie volevo principalmente passare in un negozio per acquistare un noto minnow suspending che stava facendo sfracelli sul Garda e dato che il negozio era a due passi da un mio spot preferito ,mi fiondai molto prima dell’alba i cento km che mi dividevano volarono in un attimo.Appena arrivato scendo la pericolosa scarpata che mi porta fin sulla riva,Bene! non c’è anima viva con calma monto  il primo artificiale che mi capita in mano,un undulante strano ultimamente preferiscono la gomma.Non si vede ancora bene l’altra sponda,lancio convinto faccio una bella passata in corrente  ma niente,rilancio nello stesso punto e sbammm c’è lhò in canna ,dalla forza che sprigiona è un bel torello il mulo tiene bene e la treccia da 80lb mi lascia tranquillo,dopo una ventina di minuti di tira e molla è sotto riva mi volto e nooo!!Non ho aperto il raffio ed è una decina di metri da me non ho molte speranze di tirarlo a riva,appoggio la canna a terra e prendo la treccia con la mano,questa si annoda a due dita il pesce è grosso e tira stingendomi le dita facendomi male,sciolgo il cappio e avvicino il pesce a riva non ho tempo neanche di mettere i guanti,afferro la mascella della bestia a mani nude incurante dei sui denti finalmente a riva faccio fatica a sollevarlo sarà 80 kg occhio e croce lo slamo e lo rilascio.Ho le braccia indolenzite dalla dura lotta le mani segnate dai piccoli i denti abrasivi,rilancio l’ondulante cosi’ per sciogliere un pò le braccia e sbammm un altro glano pure questo tira da maledetto lo inchiodo li’ non gli do spazio di scendere in corrente le braccia mi fanno male dal precedente combattimento,comunque questo dopo dieci minuti cede riesco ad avvicinarlo a riva, e … non ho aperto il raffio…mi toccherà ancora arrangiarmi alla bene e meglio,appoggio la canna a terra prendo la treccia per mano stando attento questa volta  alla treccia lo tiro a riva è un pò più piccolo del precedente sarà sui 70 kg,gli stacco l’ondulante conficcato proprio nell’angolo della mascella e lo libero.Mi volto e vado a prendere il raffio e me lo metto li’ vicino sono affaticato l’acido lattico ha invaso i miei muscoli lancio di nuovo proprio per distendere i muscoli come tocca l’acqua sbamm,noooo un altro altra dura battaglia di tira e molla testate furiose  partenze prepotenti alla fine anche questo cede ma questa volta ho il raffio a portata di mano,ma  non è facile tenere una bestia cosi’ con una mano la canna e nell’altra il raffio e in precario equilibrio ,dopo qualche tentativo a vuoto riesco a raffiarlo in modo appropriato  sotto la mandibola, tirato a riva è della stessa stazza del precedente lo slamo con cura e lo rilascio.Mi siedo 5 minuti sono veramente in affanno,non si vede ancora nessuno in giro sono tutti a lavorare,mi sono ripreso faccio ancora due lanci a vuoto e al terzo sbamm ,nooooo basta!!un’altro siluro capisco subito che è molto più grosso degli altri non riesco a tenerlo fa  quello che vuole ,la frizione è serrata  ma lui va  dove vuole prima scende la corrente poi risale ,si ributta in corrente,mi fà morire,fa una ripartenza brutale attraversa il fiume viene a galla e salta fuori completamente dall’acqua, un mostro,dopo un lungo combattimento riesco a avvicinarlo a riva,riesco a raffilarlo come si deve, appoggio la canna e cerco ti tirarlo a riva ma è pesatissimo forzo come posso essendo molto stanco e succede l’incredibile il raffio si apre essendo periscopico ed economico il pesce riparte con metà raffio attaccato alla mandibola,riprendo velocemente la canna in mano e meraviglia il pesce c’è ancora e dopo poco ritorna sotto sto ancora pensando come fare ad agguantarlo senza raffio,dato che il siluro è veramente grosso che intravedo sott’acqua che il raffio C'è là ancora attaccato alla mascella riesco allungarmi pericolosamente ad afferrarlo lo tiro faticosamente a riva è un colosso passerà il 90 kg non riesco neanche a faro scivolare sulla riva lo slamo e lo rilascio con cura,sono distrutto basta non ne voglio più sapere chiudo la canna raccatto le mia atrezzatura ho una rampa di 15 mt è l’ultima faticaccia mi dico e ansimando vado vero la macchina finalmente!Vado al negozio per il suspending,per molti mesi a seguire quella faticaccia la ricordai come una brutta esperienza da non ripetere da soli sempre meglio ad essere in due.






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venerdì 2 novembre 2012

la peste nera (phalacrocorax carbo)

Visto il rapido incremento del cormorano sul territorio nazionale ed europeo dove la popolazione complessiva negli ultimi anni è cresciuta in modo esponenziale di almeno 20 volte e si stima  sia compresa, attualmente, tra 1,7 e 1,8 milioni di esemplari (fonte:Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 2008) dato che da più parti è indicato come consumo medio alimentare per esemplare è di 400-500g. si può calcolare in modo abbastanza attendibile il consumo giornaliero in europa 900.000 kg di pesce e all'anno 328500 tonellate,e sicuramente altrettante di pesce morto in seguito dalla ferite riportategrammi di pesce, sottraggono alle acque europee  . In molti Stati membri questa quantità è di gran lunga superiore alla quantità di specie ittiche destinate al consumo che sono prodotte dalla pesca professionale nelle acque interne e dall’acquacoltura. Ad esempio, il consumo di 300.000 tonnellate è superiore alla produzione di pesce-acquacoltura di Francia, Spagna, Italia, Germania, Ungheria e Repubblica ceca nel loro insieme. inoltre ferite gravi di pesci sfuggiti alla cattura che infettandosi possono portare alla morte del pesce stesso ed in seconda battuta favorire il contagio con altri pesci sani. -disturbo arrecato alla fauna ittica che deve cambiare le consuete abitudini di vita.
Alcune Province (in base alla L.R. n° 31 - art. 139 - punto 7) hanno permesso piccoli piani di abbattimento che riguardano globalmente poche decine di capi, ma questo non è nulla rispetto alla grande quantità di volatili presenti per ben sei mesi nelle nostre acque. Non si capisce perché vengano concessi piani di abbattimento per cornacchie grigie, nutrie, piccioni, cinghiali, ecc. quando è certamente provato che anche il cormorano altera l ʼequilibrio della fauna ittica e per quest ʼultimo non esiste alcuna possibilità di ridurre in modosigni fi cativo la sua azione predatoria.
, Solo da questi numeri si intuisce la gravità del problema ,solo la ciecità dei nostri politici non ne tiene seriamente in considerazione e  l' incapacità di prendere decisione serie ed efficaci in merito,sono anni che studiano il problema ma sicuramente quando sarà troppo tardi faranno qualcosa.Purtroppo questi politicanti non si degnano minimamente di alzarsi magari alle quattro della mattina con la temperatura sotto zero e farsi una bella e sana camminata in riva a qualche fiume e rendersi conto con occhi propri la drammaticità della situazione.Ho visto con i mie occhi nelle mie svariate alzataccie all'alba stormi enormi di cormorani ,posarsi sull'acqua e in gruppo di centinaia di esemplari spingere i branchi di pesce verso riva  o peggio in piccoli fiumi setacciare la poca acqua rimasta,in un lago a pagamento decine di trote morte sulla riva neanche mangiate,mi è capitato di prendere decine di aspi tutti segnati dal becco del predone