mercoledì 27 luglio 2016

Lampi d’argento nelle acque verde smeraldo







Fino a qualche anno fa quando ci si domandava tra spinner,  ma chi ce lo fa fare di insistere e continuare con lo spinning visto tutte le avversità tra cui divieti assurdi, inquinamento e bracconaggio spietato? io rispondevo……”le cheppie”.
Si perché per quel che mi riguarda è stata  passione smisurata quella che è nata  dopo la  prima uscita mirata ai lampi d’argento sul fiume Po, insieme a Luciano in un sabato pomeriggio di  tarda primavera ,che nonostante il caldo torrido e insopportabile, l’approccio con attrezzatura sbagliata e l’unica cattura che feci mi portò a vera e propria dipendenza
Da allora iniziammo  un estenuante ricerca con mezzi obsoleti fatti di cartine geografiche ,uscite nei periodi spesso sbagliati e richieste di informazioni  sugli spot migliori che i  pescatori locali ci davano e molto spesso non ci davano sul fiume Taro.
Si perché  per me lo spinning alla cheppia è sinonimo di Taro e viceversa e qui si ha la possibilità di pescarle con attrezzature medio leggere assaporando tutta la forza che sprigionano facendo spesso spettacolari salti fuori dall’acqua.
Il Taro è un fiume incredibile , alla foce le sue acque sono molto velate,  ha rive fangose ,vegetazione fitta, quasi impenetrabile, zanzare  in quantità impensabile e un aspetto veramente selvaggio e naturale . A monte il  fiume  cambia drasticamente e passa da lunghe piane a tratti torrentizi e a lunghe e  numerose buche dal colore verde smeraldo. Solo qui ho visto  un cinghiale guadare il fiume a poche decine di metri da dove pescavo e ancora cervi e scoiattoli tra l’intrigata vegetazione  che lambisce il Taro. Questo fiume però  è anche tanto duro e aspro e capace di modificare il proprio corso e le proprie rive grazie a piene devastanti che spesso ci hanno spiazzati rendendo quasi irriconoscibili gli spot già conosciuti e frequentati. C’e’ pure il lato gastronomico che ha la sua bella importanza che consiste in salumi di eccellente qualità come il culatello e la coppa di Zibello e il fantastico gnocco fritto ……scusate se è poco!
L’amicizia con Ermanno, Bruno e Gabriele è nata proprio grazie ad un’uscita sul Taro fatta due anni fa e come spesso capita a chi mostra gli spot migliori che conosce rimane deluso per i risultati ottenuti. Si perché fino ad allora la risalita delle cheppie in Taro era sempre stata piuttosto costante ,sia che i livelli del fiume fossero più o meno alti o bassi e nonostante i racconti dei pescatori locali decantassero risalite epiche d’altri tempi per me all’apice della stagione catturare e rilasciare 65 pesci in sei ore di pesca era più che sufficiente. Ero tanto appassionato della pesca della cheppia in Taro che ero il primo dei soci a inizio stagione ad andare  a provare, spesso partendo il tardo pomeriggio finito il lavoro, sobbarcandomi 80/90 km con la speranza di agganciare le prime cheppie della stagione.
Sono due anni che la risalita delle cheppie in Taro è molto scarsa, quasi inesistente e questo dovrebbe far riflettere e far prendere provvedimenti a chi di competenza………si ma  a chi compete? ,ha chi interessa?
I livelli dei fiumi  ultimamente sono talmente bassi da non permettere una buona risalita?
E’ cambiato il fondale? È troppo fangoso e non idoneo alla riproduzione?       Vengono fermate mediante reti alle foci per essere trasformate in farine?                                                                 
Chi lo sa……di sicuro c’è solo che sono calate le cheppie che risalgono e di conseguenza anche  gli spinner e i moschisti a cui rimane solo una grandissima amarezza .
Per quello che ci riguarda ogni uscita porta a delle considerazioni che facciamo sulla via del ritorno analizzando tutti i fattori in nostro possesso e ottimizzando la scelta degli spot ,delle tecniche ,degli artificiali per le prossime uscite….come dire …non stiamo con le mani in mano ad aspettare tempi migliori ma cerchiamo sempre qualcosa di alternativo che porti a risultati positivi.

P.S. Ringrazio Ermanno per avermi  chiesto se me la sentivo di scrivere un pezzo sullo spinning alle cheppie.


Luigi T.


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